La società trasparente – Vattimo
Io ritengo che il termine postmoderno abbia un senso e che questo senso sia legato al fatto che la società in cui viviamo è una società della comunicazione generalizzata, la società dei mass media.
Anzitutto: parliamo di postmoderno perché consideriamo che, per qualche aspetto essenziale, la modernità è finita.
Il senso in cui si può dire che la modernità è finita è legato a che cosa si intende per modernità. Tra le tante definizioni, io credo che ve ne sia una su cui si può concordare: la modernità è l’epoca in cui diventa un valore determinante il fatto di essere moderno. In italiano […] è ancora un’offesa dire a uno che è “reazionario”, cioè attaccato ai valori del passato, alla tradizione, a forme di pensiero “superate”.
Con il passare dei secoli, diventerà sempre più chiaro che il culto del nuovo e dell’originale nell’arte si lega a una prospettiva più generale che, come succede nell’età dell’illuminismo, considera la storia umana come un progressivo processo di emancipazione, come la sempre più perfetta realizzazione dell’uomo ideale.
[…]
Se la storia ha questo senso progressivo, è evidente che avrà più valore ciò che è più “avanzato” sulla via della conclusione, ciò che è più vicino al termine del processo. […] Solo se c’è la storia si può parlare di progresso.
[…] La crisi dell’idea di storia porta con sé quella dell’idea di progresso: se non c’è un corso unitario delle vicende umane , non si potrà neanche sostenere che esse procedono verso un fine, che realizzano un piano razionale di miglioramento, educazione, emancipazione.
a) Nella nascita di una società postmoderna un ruolo determinante è esercitato dai mass media
b) Essi caratterizzano questa società non come una società più “trasparente”, ma come una società più complessa, persino caotica
c) E infine proprio in questo relativo “caos” risiedono le nostre speranze di emancipazione
da: Gianni Vattimo, La società trasparente, Garzanti


